
Ieri, mentre stavo togliendo dallo stampo il contenitore di una candela, mi sono saltate due unghie.
Press-on, naturalmente.
Perché le mie unghie vere non saltano.
Le mie unghie vere praticamente non esistono.
Le porto cortissime da sempre.
Ma quando dico corte non intendo “corte e curate con un velo di smalto trasparente”.
Intendo a zero.
Non deve vedersi nemmeno quella piccola lunetta bianca che compare quando l’unghia comincia a crescere.
Se la vedo, la limo.
Mi piacciono le unghie naturali così.
Pulite, curate, senza smalto, cortissime.
Mi piacciono addirittura quelle mani in cui l’unghia finisce e si vede ancora un pezzettino di polpastrello.
Le mie non sono fatte proprio così, purtroppo.
Quindi le limo.
A zero…
…e poi mi metto una ballerina lunga, o una mandorla…
…possibilmente lunga anche quella.
Oppure uno stiletto.
Perché evidentemente ho un concetto tutto mio di coerenza.
Le press-on ho iniziato a farmele perché mi piace dipingere.
Non su tela, però.
Non ho mai avuto una particolare attrazione per tele e cavalletti.
A me piace dipingere sulle cose.
Materiali strani, superfici piccole, oggetti, tavole di legno.
E un’unghia finta, se ci pensate, è una minuscola superficie bianca sulla quale puoi fare praticamente quello che vuoi.
Così ho cominciato.
E poi non ho più smesso.
Ne ho scatole piene.
Fiori, foglie, farfalle, zucche, oro, pois, decorazioni in rilievo, colori improbabili.

Ballerina media.
Ballerina lunga.
Mandorla media.
Sto cercando la mandorla lunga.
Quadrata.
Stiletto.
Ho persino dei set corti.
Quelli dovrebbero essere la mia versione seria.

Solo che poi la ballerina corta è arancione con le zucche.
La mandorla corta ha il French giallo con le coccinelle in 3D.
Un ovale corto sembra un marshmallow.
Un altro è bianco e blu con l’oro.
Insomma, anche quando provo a fare l’unghia da collegiale, a un certo punto la guardo e penso:
“Va bene….però manca qualcosa…”
E qualcosa ci metto…solitamente di improbabile…
Qualche set l’ho regalato alle mie amiche.
Qualcuno l’ho fatto apposta per loro.
Non ho mai avuto il coraggio di proporle.
Forse perché non so se sarei capace di fare dei set ordinari.
O forse perché questa cosa è rimasta nel territorio delle cose che faccio semplicemente perché mi divertono.
E mi piace che esistano anche quelle.
Le press-on, in teoria, sono riutilizzabili.
Le mie potrebbero esserlo benissimo.
In pratica non le riutilizzo quasi mai.
Perché nel frattempo ne ho fatte altre.
E allora uno potrebbe ragionevolmente chiedersi perché io continui a produrre scatole di unghie che probabilmente indosserò una volta sola.
La risposta è molto semplice:
perché mi piace farle.

Ma c’è anche un’altra ragione per cui le press-on mi piacciono così tanto.
Io non voglio avere sempre le unghie lunghe.
Non voglio nemmeno averle sempre corte.
Le voglio a zero.
E lunghissime.
Non “oppure”.
E.
È un po’ come le scarpe.
Sono sempre stata perfettamente a mio agio su un tacco 12 e perfettamente a mio agio a piedi nudi su un prato.
Ai matrimoni mettevo i tacchi e portavo le ballerine nella borsa.
Non perché a un certo punto i tacchi mi facessero male.
A un certo punto volevo le ballerine.
I miei vestiti dovevano funzionare con entrambi.
Anfibio e piede nudo.
Tacco alto e ballerina.
Anfibio sul prato e poi via l’anfibio perché voglio stare scalza.
Adesso con il tacco 12 ho qualche problema in più.
Un paio d’anni fa sono quasi caduta dalle scale di casa cercando di non calpestare Daisy.
Daisy è uno dei miei gatti e ha avuto la brillante idea di essere praticamente dello stesso colore delle scale.
Ho messo malissimo un piede, ho sentito “cric” e, coerentemente con le migliori decisioni della mia vita, non sono andata all’ospedale.
Da allora la caviglia non ha più apprezzato particolarmente i tacchi.
Ma questo è un altro discorso.
Il punto è che non ho mai sentito il bisogno di decidere quale delle due cose fossi.
E con le unghie succede esattamente la stessa cosa.
Non porto le press-on perché non mi piacciono le mie mani senza.
Anzi.
Ogni tanto devo toglierle. Diciamo che passo il mio tempo per metà con unghie a zero e per metà con unghie lunghissime.
Le guardo.
E mi piacciono.
Entrambe.
Forse non sono molto brava con le mezze misure.
Ma con questa cosa ho fatto pace da parecchio tempo.
Non devo scegliere tra l’unghia a zero e la ballerina lunga.
Posso avere entrambe.
Anzi, tecnicamente le ho contemporaneamente.
Una sta semplicemente sopra l’altra.
E forse è proprio questo che mi piace tanto delle press-on.
Posso essere una cosa senza dover smettere di essere anche l’altra.
E se nel frattempo ne saltano due mentre sformo una candela…
pazienza.
Meno male che sono riutilizzabili.
Anche se, conoscendomi, probabilmente invece di riutilizzarle ne farò altre.








